La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da stanchezza cronica e fatica. È distinta da dolori muscolo-scheletrici localizzati specialmente a livello della colonna vertebrale, delle spalle, delle braccia, dei polsi e delle cosce.

Questa patologia provoca un’ampia gamma di disturbi: rigidità e debolezza muscolare, crampi notturni, ipersensibilità al dolore, disturbi del sonno, disturbi cognitivi (come la difficoltà di concentrazione e la perdita di memoria), ma anche ansia, depressione e alterazioni del sistema nervoso autonomo (distorta percezione del caldo e del freddo e disturbi respiratori).

DA COSA DERIVA LA STANCHEZZA CRONICA

Esiste la stanchezza fisiologica positiva e la stanchezza patologica negativa nemica del benessere: quest’ultima è sintomo che qualcosa non funziona nel nostro organismo. La stanchezza patologica può dipendere da molti fattori, fibromialgia compresa.

La stanchezza fisiologica è l’affaticamento che compare in seguito a un’attività impegnativa ma piacevole, ad esempio, dopo una giornata in montagna o dopo una bella corsa. Con un po’ di riposo passerà.

Purtroppo, invece, la stanchezza patologica non si riesce a debellare nemmeno con il riposo e alla lunga tende a diventare cronica. Può essere determinata da vari fattori: prolungato stress psicofisico, depressione e patologie di varia gravità.

La stanchezza di tipo depressivo appare sin dal mattino, rende difficile il riposo, causa un sonno troppo leggero, con molti risvegli.

La fibromialgia è caratterizzata da questa stanchezza depressiva, dove le più colpite sono le donne fra i trenta e i quarantacinque anni: quelle più impegnate sul fronte professionale e familiare, e spesso con figli piccoli.

È importante tenere presente che anche l’alimentazione può favorire questa forma di stanchezza, se caratterizzata da un eccesso di cibi confezionati, pieni di conservanti e coloranti, poveri di magnesio e vitamine.

LA STANCHEZZA PATOLOGICA

II sintomo più comune della stanchezza patologica è la difficoltà a svolgere le proprie mansioni in tempi normali, si associa inoltre a pessimismo e irritabilità e a un abbassamento della soglia di attenzione.

Recenti studi condotti dal Dipartimento di Reumatologia della Harvard Medical School di Boston indicano come il movimento fisico quotidiano aiuti a contrastare la progressione della malattia e a migliorare il benessere della paziente. Il movimento fisico, in altre parole, innesca un circolo virtuoso che migliora molti aspetti fisici e psichici interessati dalla fibromialgia.

Come può aiutarmi Nutrycell in caso di Fibromialgia?

Nutrycell è un coadiuvante nel trattamento della Fibromialgia: aiuta ad alleviare i dolori e stare meglio, permettendo al paziente di svolgere le normali attività quotidiane serenamente. Moltissimi uomini e donne lo stanno già usando quotidianamente, essendone molto soddisfatti e vedendo, sul proprio corpo, gli effetti benefici del prodotto.

Ogni flacone Nutrycell è da 30 ml, a base di Lithothamnium Calcareum e Selenio, con acqua marina depurata e aceto di riso. Non contenendo glutine né lieviti può essere assunto da tutti, e non presenta effetti collaterali o controindicazioni.

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In questo video una delle testimonianza di cose Nutrycell può aiutare in caso di fibromialgia 

Le indicazioni riportate non costituiscono elenco esaustivo.